Domande frequenti:

A chi servono i centri?
Nei centri di accoglienza possono venire collocate tutte quelle persone che per diversi motivi hanno bisogno di un alloggio e non hanno alternative valide. Quando parliamo di problemi legati all’alloggio dobbiamo immaginare situazioni sia di emergenza che problemi meno gravi legati ad attese per trovare un nuovo appartamento per persone in uscita da altre strutture oppure situazioni di vita in ambienti non decenti o persone sfrattate. I centri di accoglienza sono delle strutture di passaggio. Con il centro di Mendrisio potremo offrire delle stanze all’altezza di quelle che vengono utilizzate attualmente dal Cantone per il collocamento di residenti. La differenza è che al contrario di una struttura alberghiera privata, nei centri lavora del personale specializzato che può seguire gli ospiti ed aiutarli nella risoluzione dei loro problemi.

Come verrebbero finanziati?
Una parte del finanziamento verrebbe dal Cantone. Questa parte di finanziamento non sarebbe da trovare, già vengono spesi soldi per il collocamento in strutture alberghiere private a prezzi molto spesso superiori ai prezzi dei centri. Una parte delle persone collocate che hanno la possibilità di lavorare pagherebbero loro stesse, mentre coloro che ricevono aiuti quali assistenza o invalidità pagherebbero come farebbero altrove. Inoltre riceviamo donazioni e nel nuovo centro avremmo la possibilità di aumentare le entrate grazie a lavori con gli ospiti che non percepiscono alcun reddito e che potrebbero così partecipare alle loro spese di collocamento.

Vi sarebbero costi superiori per Cantone e Comuni?
No. Finanziare i centri vuol dire dare la possibilità alle persone di essere seguite giornalmente dal personale in collaborazione con i servizi sul territorio, servizi comunali e cantonali compresi. Questo in vista della riconquista più rapida e idealmente definitiva della propria autonomia da parte degli ospiti. Inoltre si creerebbero posti di lavoro che alla fine significa per il Cantone e i Comuni ritorni  per le assicurazioni sociali, le tasse e meno spese per coloro che al momento, pur formati, attendono in disoccupazione di trovare un lavoro in ambito sociale.

Si creerebbero nuovi posti di lavoro per residenti?
Certo. A pieno regime ogni centro potrebbe, in varie forme e a vario titolo, occupare una decina di persone. Operatrici e operatori, alcuni volontari, una parte degli ospiti, il personale per la mensa (2 persone), allievi della SUPSI DSAS in formazione per stage e persone che seguono un servizio civile.

Come potete calcolare o prevedere il tasso di occupazione delle stanze?
Il tasso di occupazione della attuale struttura di casa astra a Ligornetto supera il 90%, questo significa che abbiamo per poco tempo letti liberi, alcune strutture, come il dormitorio di Lugano e il centro invernale di Lumino sono state chiuse diminuendo in maniera repentina e importante i posti letto disponibili, oltre all’interesse di strutture come l’OSC a Mendrisio per una parte di persone che possono lasciare la clinica (i costi di un posto letto all’interno della clinica costa al Cantone notevolmente di più che un collocamento presso Casa Astra)  ma non ancora permettersi di vivere in completa autonomia. Attendiamo ancora – dal marzo del 2011 – le cifre richieste al Cantone, attraverso una interrogazione in Gran Consiglio, dei collocamenti in pensioni, alberghi e hotel privati di persone residenti a beneficio di assistenza o invalidità.

Perché migliorerebbe la situazione attuale?
Attualmente la struttura di Ligornetto non riesce a soddisfare più di un centinaio di richieste di collocamento ogni anno. La struttura collabora in maniera stretta con numerosi servizi comunali e cantonali presenti sul territorio facilitando notevolmente il lavoro di questi ultimi e la riuscita dei progetti di ogni ospite. I centri permettono sicuramente al Cantone di fare dei risparmi anche a breve termine. L’esperienza unica in Ticino di quasi otto anni di lavoro ci permette di fare delle previsioni valide e facilmente controllabili.

Cosa avete fatto negli ultimi anni per arrivare al progetto attuale?
Il centro di Ligornetto è stato aperto nel 2004 e non ha mai chiuso in questi anni. Nonostante le evidenti difficoltà abbiamo continuato a lavorare e ogni passo avanti ci ha permesso di presentare progetti sempre più vicini alla reltà dei bisogni delle persone cui il centro è destinato. Ogni progetto quindi non è un coacervo di desideri o di teorie che vorremmo cercare di mettere in pratica ma costruito sul campo, con il lavoro e con le persone che abbiamo accolto, sulla base di rapporti con il Cantone, i comuni e le altre istituzioni e associazioni con le quali collaboriamo. Le richieste contenute nel progetto di una rete di centri è il solo progetto esistente con una sorta di “prototipo” di centro funzionante che è casa astra.

Il Cantone che posizione ha rispetto al progetto?
Il Cantone ha a più riprese dichiarato e scritto di sostenere l’allargamento di casa astra in una nuova sede meglio adatta al lavoro da svolgere. Ha inoltre dichiarato e scritto del bisogno di un altro centro simile nel Sopraceneri, centro per il quale stiamo lavorando da alcuni mesi. Sulla base di queste indicazioni ci siamo mossi per il centro di Mendrisio ed abbiamo ottenuto nel febbraio 2011 la licenza di costruzione per il cambio di destinazione della struttura che ci interessa. Chiaramente, spronati da quanto dichiarato dal Cantone, il progetto è andato avanti con molto lavoro per preparare il passaggio nella sede più grande e con anche delle spese non indifferenti per  la nostra associazione. Speriamo quindi che gli impegni presi vengano mantenuti in tempi brevi, per permetterci di terminare il passaggio senza inutili perdite finanziarie. Il Cantone ha avuto inoltre un primo incontro con il Municipio di Mendrisio che da due anni si dice ben disposto verso l’arrivo di casa astra sul suo territorio e pronto ad entrare nel merito di possibili aiuti concreti nel momento in cui il Cantone avesse deciso dei finanziamenti conseguenti al progetto presentato e ormai in dirittura d’arrivo.

Cosa ha risposto di precisoil Cantone nel Messaggio 6299?
“Nel Sopraceneri non vi è nessuna struttura di accoglienza; risulta dunque interamente scoperto. Appare migliore la situazione nel Sottoceneri, dove vi sono alcune strutture di accoglienza per pubblici differenziati:

-     Casa Astra a Ligornetto (12 posti, aperta a tipologie differenziate di persone bisognose di accoglienza)

-     il dormitorio di Lugano (12 posti, aperto a cittadini svizzeri o residenti con permessi B/C)
(Ndr: il dormitorio è stato chiuso a fine 2010)

-     Casa Sirio a Lugano (20 posti, accoglie in particolare persone con problemi psichici)

-     Casa Emmaus a Rivera (15 posti, accoglie residenti fissi e persone in transito)
(Ndr: le persone collocate a Emmaus devono essere in grado di lavorare)

-     Centro di Pro Filia a Chiasso (6 posti per le persone in transito alla stazione ferroviaria).
(Ndr: Il centro Pro Filia è chiuso il  fine settimana e dà ospitalità per uan sola notte)

Non sembra dunque esserci l’evidenza di un bisogno di 60 nuovi posti supplementari di accoglienza da subito. Tuttavia, tenendo conto delle testimonianze di enti e servizi che operano sul territorio e che segnalano l’esistenza di persone in situazione di disagio che necessitano di accoglienza immediata e che non trovano risposta attraverso l’offerta attuale, si concorda con la necessità di un potenziamento progressivo, attraverso le seguenti iniziative:

  1. il potenziamento di casa Astra (da 12 a 20 posti)
  2. un nuovo centro di prima accoglienza nel Sopraceneri
  3. in una fase successiva, quando l’attuale dormitorio dovrà essere chiuso a causa del tracciato della strada di raccordo con la galleria Vedeggio-Cassarate, un eventuale nuovo centro di prima accoglienza a Lugano.

Si ritiene opportuno che queste iniziative siano promosse dal settore privato, più flessibile e vicino alle realtà delle persone che chiedono accoglienza, con il sostegno finanziario dello Stato (vi  sono esempi analoghi nei cantoni romandi).

Esistono altre strutture simili in Svizzera?
Si. Strutture simili esistono in molti altri Cantoni che hanno problemi simili.Praticamente tutti sono fortemente finanziati dai Comuni o dai Cantoni. Dai Comuni se si tratta di grosse città quali possono essere Zurigo, Berna, Basilea, Ginevra o Losanna, con contributi cantonali per tutte le altre strutture. La maggior parte dei centri sono stati promossi da iniziative private di associazioni o enti.

Cosa manca al vostro progetto per essere operativo?
L’unica passo che rimane da fare è la presentazione da parte del CdS di un Messaggio per il finanziamento dei centri, in particolare quello futuro di Mendrisio.