Considerando le centinaia di richieste non evase presso Casa Astra, SOS Ticino, Croce Rossa Svizzera sezione del luganese ed altre strutture, e tenuto conto dei numerosi e onerosi pernottamenti alberghieri proposti dai servizi sociali comunali e cantonali senza alternative, attingendo alla nostra esperienza diretta e facendo tesoro di informazioni e contatti con altre realtà sul territorio nazionale ed estero, riteniamo adeguato proporre una rete di centri organizzati come segue:
Tre piccoli centri permanenti
Si tratterebbe di centri di prima accoglienza dislocati nelle varie regioni cantonali (ad es.: mendrisiotto – luganese – bellinzonese), attrezzati adeguatamente per dare ospitalità a 20/25 persone cadauno e a disposizione di chiunque si trovi in difficoltà sul territorio. Le piccole strutture consentono un ambiente comunitario di tipo quasi familiare e una gestione più semplice, più flessibile e meno istituzionale.
La decentralizzazione permette di risolvere meglio i problemi locali e in molti casi di non sradicare le persone dal loro tessuto sociale (es.: posto di lavoro, affetti, famiglia, amicizie, scuola, ecc.). Dovrebbero comunque essere facilmente individuabili e raggiungibili utilizzando i mezzi di trasporto pubblici, anche da parte di chi non conosce bene il territorio. Proponiamo che questi centri siano aperti anche di giorno e riteniamo indispensabile che vengano gestiti da persone formate nell’ambito sociale, per far convivere armoniosamente casistiche diverse, offrire l’essenziale supporto relazionale e garantire un accompagnamento competente ed efficace ad ogni ospite. Per quel che concerne la retta, pensiamo che la soluzione più equa sia quella di individualizzarla in base al reddito. Gli ospiti dei tre centri sarebbero segnalati alla competente autorità.
Un centro per le urgenze del periodo invernale
Riteniamo auspicabile che oltre ai centri citati, durante i mesi più freddi (15 ottobre-15 aprile), vengano resi disponibili dal Cantone due strutture, una nel Sotto e l’altra nel Sopraceneri, con circa 20-25 posti letto, a disposizione di chiunque sia senza un alloggio e non in grado di provvedere a se stesso. Infatti se nelle stagioni dal clima più mite è possibile trovare delle alternative quali un’auto, case abbandonate, boschi, bagni aperti, ecc…, in inverno la situazione si aggrava fortemente.
Anche questa struttura dovrà essere facilmente raggiungibile, a disposizione di chiunque ne abbia necessità e gestita da chi opera nell’ambito sociale, coadiuvato da volontari e apprendisti. Sarebbe auspicabile che fosse aperta 24 ore su 24 ma se si prevedesse l’apertura solo notturna, nelle immediate vicinanze dovrà esserci un centro diurno, a cui le persone possano accedere per socializzare e mangiare dei pasti caldi. Riteniamo che il potenziamento delle strutture diurne, sia un importante supporto ai dormitori.
